"INDIZI CONTEMPORANEI "
Marco Casentini, Fabrizio Corneli, Federico Ferrarini, Emanuela Fiorelli, Paola Pezzi, Alex Pinna, Paolo Radi, Paolo Scirpa
Via Oberdan, 11c
37121 Verona, Italia
T. +39 045 9788842 e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Multiple location : Verona Lugano
23 dicembre, 2020 > 30 gennaio, 2021








L’esposizione ruota attorno ad una selezione di artisti nati negli anni Sessanta e Settanta,
conosciuti ed apprezzati nel panorama italiano, ai quali si aggiungono le ricerche di due maestri della
luce: Fabrizio Corneli e Paolo Scirpa.
In esposizione, le sculture in bronzo patinato di Alex Pinna, gli orditi di Emanuela Fiorelli che
sondano e scandiscono gli spazi, le strutture essenziali e pulsanti di Paola Pezzi, le estroflessioni di
Paolo Radi, i colori del mondo di Marco Casentini ed il prototipo di un progetto di Federico
Ferrarini (realizzato in collaborazione con la scultrice italo americana Cristina Carusi) che segna
l’inizio di un nuovo percorso attraverso la sperimentazione e la lavorazione del marmo.
Luci ed ombre sono, infine, protagoniste nelle installazioni di Fabrizio Corneli, che nascono da uno
studio approfondito dell’ottica e della geometria, e nelle vibrazioni luminose di Paolo Scirpa, che
ha fatto della luce la materia prima della sua ricerca.
Dal 7 al 30 gennaio 2021, la sede veronese di Kromya Art Gallery (via Oberdan n. 11c) sarà aperta
al pubblico da martedì a sabato con orario 10.00-12.30 e 16.00-19.30. Nel rispetto della normativa
vigente, gli accessi saranno contingentati e sarà richiesto l’uso di dispositivi di protezione individuale.
Eventuali variazioni agli orari di apertura saranno tempestivamente comunicate sul sito web e sui
social media della Galleria.
In contemporanea, la sede di Kromya Art Gallery a Lugano ospita la personale di Giovanni Campus,
“Tempo in processo. Rapporti misure connessioni”, prorogata fino al 29 gennaio 2021.
Opening:
sabato 30 novembre, ore 17.00
Interverranno il curatore Matteo Galbiati e gli artisti